Sierra Leone

  • Modalità di iscrizione al ssn dei cittadini stranieri in attesa dell'esito della domanda di regolarizzazione ai sensi del d.lgs. 109/2012

    Le due Circolari del Ministero dell’Interno e del Ministero della Salute del 30 ottobre 2013, che alleghiamo alla presente comunicazione, contengono indicazioni pratiche per i cittadini stranieri, che ancora stanno aspettando l'esito della loro domanda di regolarizzazione, ai sensi dell'ultima sanatoria di emersione del lavoro nero di cui al decreto legislativo 109/2012.file download-24

  • Nuovi semi

    nuovisemi

    É partito il progetto "Nuovi semi" nel villaggio di Mamanso, il più isolato di quelli da noi visitati in Sierra Leone. Passata l'emergenza ebola, che ha bloccato l'intero paese, è tempo di ripartire. Il primo passo è stato l'incontro con la comunità locale, per spiegare il "modello Kwama", già sperimentato per anni presso l'omonima comunità di villaggi: le "Community farm", i gruppi di lavoro, il microcredito agricolo, il fondo comune... insomma, la costruzione di una vera e propria comunità, basata sulla condivisione delle risorse e del lavoro, un modello riproducibile e da cui con molta probabilità verranno attratti anche i villaggi vicini, come già successo, attirati dai risultati delle attività. Già 10 ettari di terreno sono stati messi a disposizione della comunità, affinchè vengano lavorati dai 5 gruppi di lavoro già formati. E fra poco si semina!

  • Possiamo farcela? Se ci date una mano pensiamo proprio di sì.

     

    Il Centro Helder Camara per la Sierra Leone: l'impegno continua

    Pur tra molte difficoltà, in Sierra Leone i progetti avviati proseguono e danno frutti: l'aula di informatica, intitolata al nostro amico Piero Moro, che l'estate scorsa ci ha lasciati, è stata completata ed è iniziata la formazione dei ragazzi; i miglioramenti nelle attività agricole influiscono positivamente sulle condizioni di vita e di salute della popolazione, ed ora servirebbe un pick-up usato per il trasporto di strumenti e prodotti tra i diciassette villaggi e il mercato esterno, trasporto che al momento attuale viene fatto in moto dal nostro coordinatore.
    Continua il sostegno alla community farm di straordinarie donne impegnate nella coltivazione di prodotti per l'alimentazione locale e in un piccolo allevamento di polli. Donne determinate, che con un modesto microcredito fanno miracoli.
    Ma in questo momento ciò che ci preme di più sono i bambini, i bambini che vedete sorridere in questa foto, orfani del dopo Ebola, ospitati a Kwama, in una casa costruita per loro dalla nostra associazione.
    Al momento sono otto, perché le nostre forze non ci consentono di ospitarne di più: sono bambini fortunati, perché vivono in una casa, sono accuditi, nutriti e amati, vanno a scuola, nulla di scontato in quel povero paese!
    A questi bambini è stato assicurato un futuro, ma con il vostro aiuto vorremmo fare di più.
    Stiamo infatti sostenendo un progetto che si fa carico anche della salute di tutti quelli che frequentano la scuola primaria, con la costruzione di due set di servizi igienici presso la scuola stessa. I bagni per questi villaggi sono un lusso, e fanno davvero la differenza per la salute di tutti, non solo dei piccoli.
    La realizzazione di questo progetto ci costa 24.000,00 euro in due anni, dodici dei quali sono già stati reperiti.
    Ce ne mancano ancora dodici. Possiamo farcela?
    Se ci date una mano pensiamo proprio di sì.
    Auguri2016xs

  • Sierra Leone: piove sul bagnato

    SierraLeone2Piove sul bagnato in Sierra Leone.

    Le recenti violente piogge hanno causato diverse inondazioni e frane che hanno travolto la capitale, Freetown, lo scorso 14 agosto. Le vittime accertate sono 499 tra cui 156 bambini, ma il bilancio è destinato ad aggravarsi ulteriormente. Si parla infatti di almeno 600 dispersi, mentre le ricerche di eventuali sopravvissuti per il momento hanno trovato solo cadaveri spesso irriconoscibili. Il governo ha proclamato sette giorni di lutto nazionale a partire da mercoledì 16 agosto.

    Migliaia di sopravvissuti all’ondata di fango che ha travolto interi quartieri della città hanno perso la loro casa. Il governo ha allestito un centro d’accoglienza per tremila residenti del sobborgo di Regent, dove l’onda arrivata dopo giorni di pioggia torrenziale ha fatto crollare un’intera collina.

    Mentre continuano le sepolture di massa resta alto il pericolo di epidemie e al tempo stesso si temono nuove inondazioni e ondate di fango, dato che nell’Africa equatoriale questa è la stagione delle piogge.

    04aacb21-2004-4b36-b74f-d3ac1fa15fe1

    Papa Francesco ha inviato un telegramma di cordoglio all'arcivescovo di Freetown, Charles Edward Tamba. Il Pontefice si dice "profondamente rattristato per le devastanti conseguenze" delle alluvioni che hanno trasformato le strade in fiumi di fango e che hanno sommerso decine di case. Nel telegramma Francesco "prega per tutti coloro che sono morti e invoca sulle loro famiglie benedizioni e la forza della consolazione". "Solidarietà di preghiera" anche a tutti gli operatori di soccorso coinvolti che stanno "fornendo sollievo e sostegno alle vittime di questo disastro".

    Dopo l'alluvione del settembre 2015, che ha portato 500 profughi in "temporanee" baracche di lamiera nel territorio della comunità di Kwama, un altro tragico evento torna quindi ad abbattersi sullo sfortunato paese africano, ancora impegnato a risollevarsi dopo i tremendi colpi della guerra civile e della recente epidemia di ebola.
     
    La Sierra Leone, il paese africano che registra il più alto livello di precipitazioni durante l’anno, non è infatti nuova a questi fenomeni: anche negli anni passati Freetown è stata colpita da inondazioni che hanno provocato morti ed epidemie. A fare la differenza sono state però le dimensioni della catastrofe, strettamente legate alla caotica espansione urbana. 
    Freetown si affaccia sull'Atlantico alle pendici di una zona collinare ed è sovrappopolata da un milione e duecentomila persone, un quinto di tutti gli abitanti del paese, molti attirati dalla speranza di un lavoro. Abitazioni di fortuna sono quindi sorte nelle periferie e sulle colline nel frattempo disboscate, aprendo così la strada al degrado del territorio che è all’origine delle inondazioni: nel 2015, il 60 per cento delle abitazioni di Freetown erano state classificate come slums. La deforestazione è però anche opera di alcuni degli abitanti più benestanti di Freetown, che hanno costruito le proprie case sulle pendici delle colline attorno alla città, a poca distanza da dove è passata l’ondata di fango di lunedì, per godere della vista sull’Oceano. Il tutto in assenza di controlli e piani che regolino il proliferare selvaggio delle costruzioni, e in un clima di corruzione dilagante.
  • Vuoi darci una mano?

    5x1000Anche grazie al tuo aiuto l’anno scorso siamo riusciti a realizzare molte buone cose in Sierra Leone

    presso il centro di formazione professionale di Kwama è stata completata l'aula informatica; l’abbiamo dedicata a Piero, il nostro caro amico scomparso la scorsa estate e che tanto si era speso per la sua realizzazione; abbiamo realizzato AgriCultura, un progetto agricolo che punta sulla diffusione di conoscenza e buone pratiche agricole; ci siamo occupati dei bambini di Bethany Home, rimasti orfani a causa di ebola; abbiamo realizzato un nuovo pozzo per l’acqua potabile per il remoto villaggio di Mamanso Sanka, sostanzialmente raddoppiando la disponibilità di acqua potabile e sicura per una popolazione di circa 3.500 persone e altro ancora...

    Con l’occasione ti proponiamo di essere ancora presente al nostro fianco. Come?

    - Diventando socio: la quota annuale è di soli 30 euro, ci fa crescere e sentire la tua vicinanza

    - Sostenendoci con donazioni liberali: un aiuto diretto per le cause che più ti stanno a cuore e che ci permette di dare continuità ai nostri interventi (IBAN IT 66 E 05018 01600 000000 138571)

    - Destinandoci il tuo 5x1000: a te non costa nulla ma può fare tanto (il nostro Codice Fiscale è 97275180152, da inserire nella sezione ONLUS di 730, UNICO o CUD)

    Ancora grazie e un caro saluto!