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Per ricordare Luca Attanasio
La tragica fine di Luca Attanasio, quarantatreenne ambasciatore d’Italia nella Repubblica Democratica del Congo, rimasto ucciso in uno scontro a fuoco il 22 febbraio scorso (insieme al carabiniere della scorta Vittorio Iacovacci, e all’autista Mustapha Milambo) ci interpella perché racchiude in sé una serie di valori nei quali, come CHC, ci riconosciamo.
Attanasio – come ha commentato il quotidiano Avvenire – fa parte di quelle persone che vengono conosciute dal grande pubblico solo quando vengono uccise… Eppure dovrebbero essere celebrate come eroi “per la profonde giustizia con cui sono vissuti”. Nell’impegno a salvare e cambiare la vita di molte persone bisognose di aiuto, nel riconoscimento della loro dignità.
Un vero credente, fra l’altro, anche se questo aspetto è stato omesso – forse per un malinteso senso del pudore… – nelle biografie ufficiali.
Un giovane avvocato congolese, Joseph Masumu Nzimbala, che ha studiato in Italia al Centro Internazionale “Giorgio La Pira”, e ha conosciuto l’ambasciatore e sua moglie Zakia, ricorda che “indossava la giacca e insieme sapeva scendere in campo e sporcarsi per conoscere da vicino le cose, condividere, sostenere, aiutare tutti”.
Per ricordare Luca Attanasio, invitiamo i nostri lettori a collegarsi al
link che permetterà loro di vedere un piccolo
filmato che ne ricostruisce vita e morte.
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