DOPO 40 ANNI Lo Spirito di Assisi vive ancora

Il 27 ottobre 1986, papa Giovanni Paolo II realizzò un grande sogno, invitando i rappresentanti delle religioni del mondo ad Assisi perché si elevasse all’unico Dio, da tanti cuori e in diverse lingue, un solo canto di pace!

 

Non tutti, anche nella Chiesa, furono d’accordo e misero in gioco il cuore. L’invito comunque fu accettato da 70 rappresentanti delle principali religioni mondiali che condivisero la SPERANZA per un mondo migliore, rinnovato, profondamente fraterno e puramente umano. L’evento in sé portava un messaggio importante e cioè il desiderio di pace espresso da tutte le persone di buona volontà, mantenendo ben fisso lo sguardo sulla situazione del mondo e ai rapporti fra i vari popoli. La vera pace – era il pensiero di fondo – si può raggiungere solo attraverso una relazione profonda con Dio.

 

Questa esperienza nel corso degli anni è stata chiamata “Spirito di Assisi”, e si confrontò ben presto con le grandi trasformazioni della storia.

Tre anni dopo, nel 1989, cadeva il muro Berlino, e successivamente si assistette al collasso dei regimi comunisti in Europa. Papa Wojtyla commentò: ‘non abbiamo pregato invano ad Assisi’.

 

Seguirono alcuni successi in processi di pace, come in Mozambico e in Centrafrica, si diffuse uno spirito di giustizia e riconciliazione, ma la fine del secolo ci regalò anche la barbarie delle pulizie etniche nelle guerre balcaniche.

 

Venne poi l’11 settembre 2001 e il panorama cambiò radicalmente: le religioni furono accusate di fomentare violenza e terrorismo.

Il mondo da allora si è avvitato in spirali sempre più vertiginose che sembrano strozzare il mondo, rendendolo impaurito, lacerato, in preda a nazionalismi e razzismi, mentre la Chiesa riscopriva con papa Francesco la necessità di chiamarsi “Fratelli tutti”.

Arriviamo così all’invasione dell’Ucraina e alle pratiche di genocidio a Gaza e Cisgiordania, alla “guerra a pezzi” che un pugno di autocrati alimenta per i propri interessi, mettendo in crisi il multilateralismo, la solidarietà e il diritto internazionale.

 

Quest’anno Papa Leone XIV ha deciso, quarant’anni dopo, di rilanciare lo “Spirito di Assisi” e martedì 27 nella città del Santo Francesco risuonerà forte la parola d’ordine di una pace “disarmata e disarmante” che il Vescovo di Roma coniò nel primo discorso dopo l’elezione nel maggio 2025.

 

Ci saranno stavolta 384 rappresentanti di religioni, culture e istituzioni da 53 Paesi. Una invocazione forte e umile ad un tempo, francescanamente corale.

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