Pomeriggi solidali al Corvetto

In questa estate milanese, torrida e assetata, la nostra comunità Helder Camara ha continuato a partecipare agli incontri che quasi quindicinalmente la Comunità di Sant’Egidio organizza nel rione Corvetto, presso la sede “Living together”, per riempire i pomeriggi delle festività, non solamente per i ragazzi avvicinati attraverso lo sportello extracomunitari ma principalmente le numerose anziane, anziani e mamme straniere nordafricane che abitano e vivono il rione.

L’anguriata di Ferragosto, appuntamento ricorrente di ogni anno, mi ha riservato una sorpresa, ritrovandomi seduto a fianco di Coralbia, una mamma rom che già avevo conosciuto nella giornata – di cui si è precedentemente parlato nella nostra NewsLetter – allorquando nella sede di Sant’Egidio in via degli Olivetani a Milano si festeggiò, all’inizio della primavera, la comunità ROM, gustando i loro cibi appositamente preparati da un gruppo di mamme.

Abbiamo parlato, questa volta più approfonditamente e più confidenzialmente, della sua storia. Una storia di grande umanità e soprattutto di meritata rivalsa dagli stereotipi, spesso malevoli, che accompagnano la faticosa storia del popolo ROM.

Coralbia è la madre di una famiglia appartenente alla comunità ROM che viveva nel Quartiere Lambrate-Rubattino, oggetto di ripetuti sgomberi a partire dal 2009. Insieme ad altre famiglie, riescono finalmente ad ottenere un’abitazione dal Comune di Milano e iniziare con la Comunità di Sant’Egidio una frequentazione e un supporto costante finalizzato, tra l’altro, alla scolarizzazione dei loro bambini.

Coralbia e la sua famiglia non solamente abbandonano la vita faticosa del fatiscente villaggio ROM carico di tensioni e paure ma riesce anche a trovare un lavoro a tempo indeterminato presso la casa per anziani della Comunità e a dedicarsi con costanza alla cura delle persone ricoverate, scoprendo un suo ruolo lavorativo ben definito e valorizzato.

Nel 2023 la Fondazione Bracco con il progetto “Diventerò” ha iniziato una collaborazione con la Comunità contribuendo a finanziare 10 borse di Studio.

Nasce una catena di solidarietà che ha coinvolto l’intero quartiere, con il risultato di includere nel percorso di scolarizzazione tutti i minori ROM.

Coralbia riesce a far iscrivere al progetto i suoi due figli, Fernando e Valerio.

Il più grande dei due, quest’anno ha finito il triennio di architettura al Politecnico di Milano e inizia quindi il biennio Magistrale.

È una storia di grande umanità e di riscatto, che non ha bisogno di molti commenti ma é molto eloquente ed è giusto che venga conosciuta.

 

Nicolò Gianotti

 

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