progetto concluso

Agri-Cultura. Sviluppo agricolo e conoscenza per nutrire la Comunità di Kwama.

Promozione, formazione culturale e sostegno materiale per i 400 agricoltori delle 20 Community Farm della Comunità, per coltivare meglio e migliorare la produzione alimentare.

TIPO D’ INTERVENTO

Agricoltura, formazione di base, microcredito, sviluppo locale sostenibile.

PERIODO:

2016-2017

LOCALITA’

Comunità di Kwama, Sierra Leone.

RESPONSABILITA’

  • Centro Internazionale Helder Camara.
  • Kwama Community Development Programmes” (KCDP) Community Based Organization (CBO)
  • Sezione locale della Società Missionaria Africana – SMA Fathers.

DIMENSIONE PROGETTO

Costo complessivo € 35.850

FINANZIATORI & PARTNERSHIP

Chiesa Valdese € 20.000, Ass. Sant’Angelo Solidale € 5.000, Donazioni da privati € 8.000, 5 x 1000 € 3.000.

APPROFONDIMENTI

La FAO afferma che i principali fattori d’insicurezza alimentare in Sierra Leone sono: limitata capacità di produzione, trasformazione e conservazione dei prodotti, carenze conoscitive di buone pratiche, pessime condizioni igieniche, malnutrizione, scarsità di fonti d’acqua potabile. Ne derivano fattori di rischio molto elevati per la salute (dati CIA 2014).

 

Le devastazioni della recente guerra civile e della successiva epidemia di ebola hanno causato molti danni alla già insufficiente agricoltura di questo Paese nonché la perdita di molte delle conoscenze tradizionali per la coltivazione della terra. Anche l’aspetto sanitario legato alla malnutrizione, con carenze di proteine e vitamine, ha suggerito di realizzare un programma di sviluppo agricolo per una razionale coltivazione della terra che porti al miglioramento quanti-qualitativo delle produzioni agricole e zootecniche; non meno importante è che la maggiore e migliore produzione agricola ha permesso di destinare il surplus “al mercato”, sia dei prodotti in natura che trasformati, promuovendo la nascita, utilizzando il micro-credito, di attività imprenditoriali in particolare per le donne e i giovani.

Considerate le caratteristiche strutturali e sociali dei destinatari, è stato attuato un progetto che diffonde buone pratiche agricole e sostenibili, nel rispetto dell’ambiente e della cultura locale, evitando l’agricoltura industrializzata (comunque già presente in Sierra Leone con attori internazionali).

 

Questo progetto ha puntato principalmente alla conoscenza (Agri-Cultura), diffusione e aggiornamento delle corrette pratiche agricole, considerato che mancano spesso anche le informazioni più basilari e sono forti le resistenze culturali ad accettare cambiamenti. Si sono curati anche i problemi dello spreco alimentare in campo, in magazzino e in casa durante la lavorazione dei prodotti.

Sono stati realizzati:

  • corsi di formazione teorica di base e assistenza tecnica in campo per i 20 referenti-leader delle” community farm” i quali a loro volta hanno trasferito le conoscenze acquisite a tutti i circa 400 componenti dei vari gruppi di lavoro. I partecipanti hanno ricevuto attrezzi agricoli di base, e uno stock iniziale di sementi, piantine, concimi e antiparassitari;
  • acquisti di macchinari agricoli per una prima meccanizzazione  (motocoltivatore, motopompa, ecc.);
  • micro-allevamenti di piccoli animali (pecore, capre, galline ovaiole e polli), in conduzione familiare;
  • fondo per il micro-credito, destinato all’avvio e al potenziamento di piccole attività produttive e commerciali.

Si è incrementata la produttività delle tradizionali coltivazioni di riso, cassava, arachidi, patate dolci, mais, verdure, ecc., e sono state introdotte nuove specie e varietà (zucchine, cetrioli, pomodori, ecc. ) che arricchiscono e variano la dieta alimentare.

I beneficiari diretti delle attività di formazione sono stati i 29 referenti-leader, nonché gli studenti delle scuole secondarie (550), mentre quelli indiretti sono i membri dei gruppi di lavoro delle community farm (415 membri) e le loro famiglie. Gli effetti del progetto si sono poi estesi sull’intera popolazione dell’insieme dei quattordici villaggi che costituiscono la “Comunità di Kwama”.

 

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