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Cari Amici,

vita dura per le bambine in Sierra Leone. Nascere femmina in questo paese dell’Africa occidentale significa avere davanti una vita di ostacoli.

Qui la maggior parte delle donne - il 90 per cento, secondo l’UNICEF - ha subito mutilazioni genitali, pratiche che aumentano il rischio di complicazioni al momento del parto. 
Circa la metà di tutte le ragazze si sposa prima dei 18 anni, spesso spose bambine alle quali è rubata l'infanzia, e molte di loro rimangono incinte appena adolescenti. Tante sono vittime di violenza sessuale. Il tasso di mortalità per parto delle ragazze tra i 15 e i 18 anni è il più alto al mondo.

Non stupisce che molte cerchino di sfuggire a questa vita difficile affrontando viaggi, spesso finiti in tragedia, come quella recente delle 26 ragazze morte sul fondo di un barcone nel Mediterraneo. Viaggi che in ogni caso sono un lungo calvario, molti mesi per arrivare alle coste libiche, per essere scaraventate in Libia in un altro girone infernale, del quale ormai conosciamo i dettagli, prima di affrontare il mare su un barcone per andare incontro, se va bene, ad altre incertezze, altre umiliazioni...

Di fronte a tutto ciò noi, nel nostro piccolo, come associazione che lavora in quel paese, cosa possiamo fare?

Abbiamo pensato che una chance per la vita di queste ragazze sia l'istruzione, la possibilità di andare a scuola. Parallelamente alle iniziative che già portiamo avanti sul piano dello sviluppo agricolo e di una maggiore autosufficienza delle famiglie delle nostre comunità, vediamo la scuola come opportunità di riscatto, la scuola come strumento di emancipazione, la scuola per prendere consapevolezza della propria dignità di persone...

Su questo elemento - aggiunto agli altri già in essere - vogliamo concentrare il nostro impegno negli anni a venire.

Con 80 euro all'anno mandiamo a scuola una bambina, pagandole tutte le spese, compresa la mensa, per qualcuna di loro l'unica opportunità di un pasto vero. La nostra idea è quella di costituire un fondo per permettere alle bambine di andare a scuola, affidandone la gestione ai missionari nostri referenti locali.

Il nostro sogno è anche quello di costruire scuole, in particolare in due villaggi, Mamanso Sanka e Makonday, di cui potrebbero beneficiare anche i piccoli villaggi vicini.

Certo, sogni impegnativi, che non possiamo realizzare da soli, ma che se ci mettiamo insieme possiamo rendere concreti.

A voi amici, che avete sempre sostenuto con generosità i nostri progetti, affidiamo anche questo.

Centro Internazionale Helder Camara

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