La Scuola della Speranza è arrivata al tetto. (E adesso si scava)

A Makonday, villaggio rurale nell’entroterra nord-occidentale della Sierra Leone, dopo l’epidemia di Ebola del 2014-16, la comunità locale ha cercato di ridarsi speranza, per restituire un po’ di fiducia nel futuro, a partire dai propri figli. È così che, in un ex magazzino agricolo e con pochi mezzi, è nata la Community Hope Secondary School, la Scuola della Speranza.

La scuola nasce dall’esigenza di Makonday e di altri sette villaggi limitrofi e altrettante scuole primarie, così lontani dalla scuola secondaria più vicina, di dotarsi di una struttura che possa garantire il diritto all’istruzione dei propri bambini. La lontananza costringe infatti i bambini che hanno terminato la scuola primaria a trasferirsi da parenti, per chi ne ha la possibilità, o a estenuanti tragitti giornalieri, pericolosi soprattutto per le bambine, o a rinunciare a proseguire gli studi, in un paese in cui la dispersione scolastica è già drammaticamente alta, specialmente nelle campagne.

Nonostante l’impegno e la buona volontà degli abitanti, la scuola è però assolutamente inadeguata, anche per il continuo aumento del numero delle iscrizioni, e così è stata lanciata una richiesta di aiuto.

Il Centro Helder Camara, che aveva già realizzato nel villaggio un pozzo per l’acqua potabile e consapevole dell’importanza di una tale iniziativa, ha raccolto anche questo appello, predisponendo un progetto in collaborazione con la comunità locale e attivando una raccolta fondi che ha avuto e sta ancora ottenendo buoni risultati.
E’ stato quindi costituito un comitato locale per la gestione del progetto, comprendente il direttore della scuola e rappresentanti del villaggio; è stato messo a disposizione un appezzamento di terreno da destinare alla costruzione; è stato individuato un costruttore locale che garantisca la qualità dei lavori e, con la partecipazione di tutta la comunità, il 14 novembre 2020 è stata posata la prima pietra, con tanto di cerimonia alla presenza delle autorità locali.

Il progetto, che prevede la realizzazione di un edificio con tre aule, un ufficio e un magazzino, per un costo di circa 21.000 euro, vede la collaborazione delle comunità di tutti i villaggi interessati, che partecipano ai lavori pulendo e preparando il terreno, realizzando i mattoni, portando acqua, trasportando i materiali e fornendo cibo a lavoratori e aiutanti.

Fin da subito, nella realizzazione della nuova scuola, sono state informate e coinvolte le autorità locali, che hanno monitorato i lavori ed in un recente sopralluogo da parte di ufficiali governativi del Dipartimento dell’Educazione, che hanno verificato la conformità di materiali e caratteristiche della costruzione, è stata sottolineata la mancanza di servizi igienici e di un pozzo per l’acqua potabile, realizzazione caldeggiata in un’ottica di riconoscimento statale della scuola.

 

È così che, una volta arrivati al tetto ad inizio primavera 2021, sono stati messi a disposizione ulteriori 6.000 euro da parte del CHC per dotare la Scuola della Speranza dei servizi igienici per alunni e insegnanti e di un prezioso pozzo per l’acqua potabile, molto importanti sia per la loro naturale utilità, sia per il riconoscimento governativo della scuola, fondamentale in un’ottica di sostenibilità futura del progetto. Il riconoscimento governativo, infatti, potrà un domani garantire almeno parte dell’approvvigionamento di fondi e materiali necessari alle attività educative.

I lavori per la creazione del pozzo sono iniziati rapidamente per approfittare della fine della stagione secca, periodo ideale per lo scavo in quanto evita il rischio di realizzarne uno troppo poco profondo; in un anno, quello corrente, particolarmente secco in quella parte del Paese –  tanto che a Makonday e nei villaggi vicini tutti i pozzi si sono prosciugati e le comunità locali si sono dovute organizzare noleggiando quasi quotidianamente veicoli per trasportare acqua da un fiume distante circa 10 km –  pochi giorni fa è stato raggiunto finalmente il livello dell’acqua, con uno scavo realizzato a mano e profondo più di 15 metri.

Il percorso della Scuola della Speranza è ancora lungo, mancano ancora le finiture, i servizi, gli arredi, ma i primi importanti passi sono stati fatti, nella speranza che possa presto accompagnare i passi dei bambini che aiuterà a crescere.

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