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Sembrerebbe un’idea folle: pensare di poter rendere attraente e trasformare in un momento commovente, emozionante e coinvolgente un documento come l’annuale Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale della Pace. Per quanto il tema sia sempre all’ordine del giorno, la prospettiva di assistere alla sua lettura integrale può non risultare fra le più entusiasmanti.

I Dialoghi di Pace invece ci riescono, con crescente successo. Avviati nel 2007 in Diocesi di Milano, dove sono presenti con almeno un’edizione di riferimento per ognuna delle sue sette Zone Pastorali, oggi attraversano l’Italia grazie a consolidate edizioni che toccano le Marche ed arrivano fino in Puglia.

La felice formula adottata vede il testo del messaggio suddiviso in brevi, veloci, battute che tre lettori interpretano, facendole proprie ed incalzandosi l’un l’altro nella lettura, come se stessero dando vita ad un’animata discussione.
Una veste artistica completata ed amplificata dalla musica, che alle parole è strettamente intrecciata alternandosi ad esse in diversi interludi. Cominciando dall’accoglienza del pubblico con un primo “concertino” di benvenuto: che ha la funzione di creare subito in chiesa (o negli altri luoghi in cui l’iniziativa si svolge) un’atmosfera adeguata a vivere al meglio questa esperienza: non prettamente ecclesiale come qualcuno, sbagliando, potrebbe credere.

Proprio come il Messaggio che diffondono, i Dialoghi di Pace sono infatti rivolti a tutti, e sono perciò espressamente pensati come un tempo che i Cristiani Cattolici possono vivere anche in preghiera, mentre la spiritualità di chi non lo è, o non ha alcuna convinzione religiosa, suggerisce sempre a ciascuno il modo migliore di prendervi parte, molto piacevolmente, come dichiara chi c’è stato. 

Così facendo ci si prefigge di valorizzare i discorsi di Papa Francesco nella loro interezza, per andare oltre l’emotività della “cultura del selfie” ed aiutarlo a raggiungere credenti e non credenti anche con i contenuti del suo messaggio universale e non solo con la simpatia umana che suscita.

Mentre si lavora alle edizioni 2018 (già in calendario il 22 gennaio a Seregno, ormai stabile riferimento per il decanato di Seregno e Seveso e tutti i comuni sui quali insiste, ed il 10 febbraio a Cinisello Balsamo, per l’intera Zona Pastorale VII di Sesto San Giovanni), i Dialoghi di Pace 2017 hanno ancora in programma (almeno) due date “Francescane” nel mese di ottobre: il 20 sotto gli affreschi Cinquecenteschi della chiesa di Sant’Angelo a Milano ed il 28 letteralmente in riva al mare di Fano (PU), nelle Marche.
Due edizioni espressamente organizzate a cavallo della ricorrenza della giornata di preghiera interreligiosa indetta ad Assisi da Giovanni Paolo II il 27 ottobre 1986.

Chi abita in zona è invitato a partecipare portandosi un bicchiere NON usa e getta, nel quale, come forma di sensibilizzazione sulla Laudato Si’, saranno servite bevande del Commercio Equo e Solidale.
Una delle numerosissime realtà sociali che, insieme a molte istituzioni pubbliche (incluse le Regioni Marche e Lombardia), sostengono e copromuovono l’iniziativa assicurandole il duplice respiro ecclesiale e civile al quale tiene sempre tanto chi l’ha ideata.

Che agli altri dice COPIATECI, NON SIAMO GELOSI! Confidando di suscitare interesse ad organizzarne edizioni autonome avvalendosi delle dettagliate indicazioni a questo scopo pubblicate sul sito www.rudyz.net/dialoghi. Sempre aggiornato anche con date ed informazioni sui nuovi appuntamenti che via via si susseguono ormai incessantemente per tutto l’arco dell’anno.
Perché tanti altri Dialoghi “covano sotto la cenere”. Quando diventeranno una fiamma ne daremo notizia.