ero straniero

Che bella giornata il 20 maggio 2017, che bella giornata luminosa, amichevole, sorridente!

Una giornata che ha visto centomila persone sfilare in un lungo serpentone colorato, centomila persone che insieme hanno detto no al razzismo, no ai muri, no alle inutili chiusure, una giornata che ha mostrato una Milano composita, già multietnica, già oltre le paure di chi teme invasioni.

C'erano tutti, sigle e associazioni che più distanti non si può, le Acli,  i sindacati  e i centri sociali e poi tutte le associazioni attive nel sociale, dalla casa della Carità a Mamme a scuola, alla Diaconia Valdese, alle classi  di diverse scuole con i loro insegnanti, a tutta una miriade di piccole sigle, non visibili, ma presenti, che hanno contribuito alla composizione del fiume umano, un fiume che ha impiegato ore per arrivare da Porta Venezia al parco Sempione. C'erano tanti sindaci con la fascia tricolore, molti politici senza bandiera, gli scout, i volontari, i cittadini milanesi presenti in quanto tali, noi di S.Angelo dispersi nei gruppi, tutti sorridenti, tutti sorpresi di trovare tante altre facce sorridenti.

Una delle cose più straordinarie è stata la sfilata delle comunità straniere, i filippini che puliscono le case, i latinos che guidano i furgoni e fanno i portinai, i cinesi del commercio e dei bar, mai visti prima d'ora in una manifestazione pubblica, gli operai rumeni, gli ambulanti africani, le badanti ucraine, i fiorai del Bangladesh, le mamme arabe col capo coperto e tanti bambini, e poi i bulgari, i salvadoregni, e tanti africani, di tante provenienze e tanti altri milanesi di adozione che hanno sfilato con le loro bandiere e le loro insegne, insieme al tricolore italiano. Come a dire "noi veniamo da un altra storia, ma ora siamo qui, questa è la nostra patria, questa è la nostra casa". Una grande emozione che la politica ha il compito di riconoscere, prendendo atto di come cambia la società, riconoscendo che l'accoglienza deve trasformarsi in integrazione, e che questa può avvenire solo se si riconoscono diritti e doveri, regole e possibilità, senza pregiudizi, senza paure, ma con la consapevolezza che in ogni caso la vita incalza.

Tanta gente anche intorno ai banchetti organizzati dai promotori della campagna "Ero straniero - l'umanità  che fa bene" che raccoglievano le firme per la presentazione di una legge di iniziativa popolare che superi la Bossi -Fini e investa su accoglienza, lavoro e inclusione. Un modo anche questo per abbattere quei muri che non sono né di filo spinato, né di cemento, ma che, attraverso una legislazione costruita sulla paura, violano in modo altrettanto drastico diritti prima di tutto umani.

Non sarà facile, stante il clima, raccogliere le cinquantamila firme necessarie per la presentazione della proposta di legge, ma la pacifica, colorata, sorridente marcia dei centomila del 20 maggio sta a dimostrare che insieme si può fare.