Fa discutere la decisione del vescovo di Eisenstadt, Mons.Ägidius Zsifkovics, di non ottemperare alla richiesta della direzione di polizia di installare su terreni appartenenti alla Chiesa un tratto della barriera che deve dividere l’Austria dall’Ungheria. Zsifkovics, che è coordinatore in tema di profughi delle Conferenze episcopali europee, spiega: “Sono consapevole della difficile situazione della Stato, ma non posso accettare per motivi di coscienza”. Aggiunge: “L’anno scorso, quando circa 200mila persone hanno passato il confine, abbiamo creato da un giorno all’altro in edifici ecclesiastici mille alloggiamenti di fortuna per famiglie sfinite, donne, bambini e persone anziane e indebolite. E ora dovremmo installare steccati sui terreni della Chiesa? È il mio corpo stesso che si ribella”. Infine: “Capisco le paure delle persone che percepisco attorno a me. Però sarei un cattivo vescovo, se non sapessi dare a queste paure una risposta cristiana. E questa risposta non è lo steccato. Semmai, in caso di necessità, un buco nello steccato!”.

Fonte: Migrantes Torino, 28/4/2016