Ebola in Sierra Leone

Da oltre dieci anni la nostra piccola onlus "Centro Internazionale Helder Camara" sostiene progetti di sviluppo in Sierra Leone, in collaborazione con la popolazione locale e con la mediazione di missionari presenti sul territorio. Dall’intervento iniziale, che prevedeva 10 case per ospitare orfani e mutilati di guerra, il progetto è cresciuto, arrivando a coinvolgere 14 villaggi per una popolazione di circa 9.000 persone. Ci siamo fino ad ora concentrati sul rafforzamento della controparte locale, con la nascita della Kwama Community Development Program, sul miglioramento delle condizioni di vita a partire dalle condizioni igieniche e sanitarie, con la costruzione di pozzi e latrine, sull'educazione e formazione professionale dei giovani, realizzando un centro di formazione professionale, sul potenziamento dell'agricoltura, risorsa fondamentale del paese. Siamo stati là lo scorso mese di gennaio, verificando il persistere delle difficoltà, ma anche la speranza di miglioramento che stava continuando a crescere.

Oggi Ebola scardina tutto, riporta questo povero paese, che stava faticosamente risollevandosi dalla terribile guerra civile che l'ha devastato per oltre 10 anni, ai peggiori momenti del dopo guerra.

Anche a noi e' stato chiesto di occuparci di questa emergenza, che richiede interventi molto basici, quasi inconcepibili per le nostre realtà, ma fondamentali per la sopravvivenza di quelle popolazioni, che abbiamo conosciuto, che ci hanno accolto, raccontato i loro bisogni e i loro sogni, ci hanno chiesto di non dimenticarli, ci hanno fatto dei regali, e ora abbiamo saputo che alcuni di loro, che operavano in ambito sanitario, sono morti, che i loro famigliari sono morti, che la popolazione manca di tutto.

Allora, in collaborazione con altre associazioni, in particolare gli Amici della Sierra Leone in Brianza, stiamo raccogliendo materiali da inviare entro metà novembre con un container. Gli Amici stanno raccogliendo fondi per l'acquisto di un'ambulanza di seconda mano, 6000 euro, noi ci stiamo attivando per raccogliere fondi e materiale da inviare con il container. In particolare, stiamo cercando:

•sapone solido

•guanti a perdere

•Ipoclorito di sodio

•tute e stivali di protezione

•lettini ospedalieri e barelle

•piantane per flebo.

Stiamo inoltre raccogliendo fondi per acquistare cibo per i villaggi in quarantena, dove nessuno, tranne i missionari, ha il coraggio di andare. In questa circostanza noi non abbiamo nessuna remora a chiedere, perché sappiamo che questa e' una questione di vita o di morte. Letteralmente.

Grazie in ogni caso per averci ascoltato

Rosanna Tommasi
Presidente

EBOLA, SIERRA LEONE: DON MAURIZIO NELL’ORRORE

... Nei tre giorni di quarantena sono stati trovati dentro le case 45 corpi morti, 47 case sono state messe subito in quarantena, 184 persone, sono stati contati 34 orfani, corpi non sepolti ovunque lungo la strada e il contagio continua, è continuato tanto che ieri, domenica 12 ottobre mi hanno comunicato cifre ben più consistenti... (continua)

Donazioni.
Causale: Emergenza Ebola, intestato a Associazione Maniverso Onlus
  • Banca Prossima: IBAN IT29D0335901600100000069894
  • Bancoposta: IBAN IT94Z0760102000000068817899
  • Banca Etica: IBAN IT24R0501812000000000130386

Emergenza Ebola in Sierra Leone

La Sierra Leone sta vivendo la più grave emergenza umanitaria dopo la sanguinosa guerra civile, terminata nel 2002.
Il governo locale ha dichiarato lo stato di emergenza, perché il numero dei contagiati aumenta in continuazione e la situazione rischia di sfuggire di mano.
Afferma Peter Bayuku Konte, ministro del turismo e dei beni culturali della Sierra Leone, intervistato di recente da Raffaele Masto, che una delle priorità assolute è la sensibilizzazione della popolazione. Spesso la gente che muore o viene colpita dal virus non risiede nel proprio villaggio perché appena avvertito i sintomi della malattia è andata alla ricerca di un guaritore tradizionale, non avendo denaro per le medicine. In questo modo la malattia si diffonde velocemente. Ad aggravare la situazione, c'è poi il fatto che quando una persona muore, secondo la tradizione, deve essere lavata e sepolta dai familiari, ma la malattia è più aggressiva dopo la morte e questo è un ulteriore motivo di diffusione di ebola. Bisogna convincere la popolazione chi i morti devono essere toccati solo dal personale medico protetto.

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