Troppa accoglienza?

“Sono stata un anno in Libia… Ho conosciuto le carceri di Kufra e Misurata, dove sono stata reclusa per mesi. Sono posti allucinanti, luoghi di violenza e di tortura, dove non hai scampo…” Maurizio Ambrosini, Università degli Studi di Milano, direttore della rivista “Mondi migranti” (Leggi tutto...)

Non lasciamoli soli!

Il Centro Internazionale Helder Camara, che ha tra i propri valori di riferimento la giustizia e il rispetto dei diritti, non può che stare dalla parte delle periferie, sociali ed esistenziali, degli esclusi, degli scarti. Non può accettare le strumentalizzazioni che mettono poveri contro poveri, che giocano sulle paure per creare allarme e intolleranza. Noi siamo con chi crea ponti, con chi promuove conoscenza e vicinanza, con chi sa ascoltare con empatia, con chi sa prendersi cura, sa mettersi in mezzo, con chi sa coltivare l'umanità, patrimonio di tutti. Per questo vi proponiamo questa lettera...

Ebola a Kwama

KEODa oltre dieci anni la nostra piccola onlus "Centro Internazionale Helder Camara" sostiene progetti di sviluppo in Sierra Leone, in collaborazione con la popolazione locale e con la mediazione di missionari presenti sul territorio. Dall’intervento iniziale, che prevedeva 10 case per ospitare orfani e mutilati di guerra, il progetto è cresciuto, arrivando a coinvolgere 14 villaggi per una popolazione di circa 9.000 persone. Ci siamo fino ad ora concentrati sul rafforzamento della controparte locale, con la nascita della Kwama Community Development Program, sul miglioramento delle condizioni di vita a partire dalle condizioni igieniche e sanitarie, con la costruzione di pozzi e latrine, sull'educazione e formazione professionale dei giovani, realizzando un centro di formazione professionale, sul potenziamento dell'agricoltura, risorsa fondamentale del paese. Siamo stati là lo scorso mese di gennaio, verificando il persistere delle difficoltà, ma anche la speranza di miglioramento che stava continuando a crescere.

Ebola: lettera di Don Maurizio da Freetown

... Nei tre giorni di quarantena sono stati trovati dentro le case 45 corpi morti, 47 case sono state messe subito in quarantena, 184 persone, sono stati contati 34 orfani, corpi non sepolti ovunque lungo la strada e il contagio continua, è continuato tanto che ieri, domenica 12 ottobre mi hanno comunicato cifre ben più consistenti... (Leggi la lettera)

Emergenza ebola in Sierra Leone

La Sierra Leone sta vivendo la più grave emergenza umanitaria dopo la sanguinosa guerra civile, terminata nel 2002.
Il governo locale ha dichiarato lo stato di emergenza, perché il numero dei contagiati aumenta in continuazione e la situazione rischia di sfuggire di mano.
Afferma Peter Bayuku Konte, ministro del turismo e dei beni culturali della Sierra Leone, intervistato di recente da Raffaele Masto, che una delle priorità assolute è la sensibilizzazione della popolazione. Spesso la gente che muore o viene colpita dal virus non risiede nel proprio villaggio perché appena avvertito i sintomi della malattia è andata alla ricerca di un guaritore tradizionale, non avendo denaro per le medicine. In questo modo la malattia si diffonde velocemente. Ad aggravare la situazione, c'è poi il fatto che quando una persona muore, secondo la tradizione, deve essere lavata e sepolta dai familiari, ma la malattia è più aggressiva dopo la morte e questo è un ulteriore motivo di diffusione di ebola. Bisogna convincere la popolazione chi i morti devono essere toccati solo dal personale medico protetto.